Biospeleologia

 

1.Introduzione

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il mondo sotterraneo è popolato da numerosissime specie viventi. Il popolamento di un sistema sotterraneo o di un settore geografico è dato da fattori ecologici abiotici (fisici, chimici e climatici), biotici (propri degli organismi che vi si instaurano) unitamente a fattori storici e geografici relativi alla situazione geologica o alle vicissitudini geologiche passate dell’ambiente stesso.

2.Fattori abiotici

 

2.1 Assenza di luce

È uno tra i fattori più evidenti. Tale condizione porta alla mancanza di piante verdi e di conseguenza alla non presenza di animali fitofagi i quali, costretti a ricercare altre fonti di alimentazione, hanno dovuto modificare il loro metabolismo. Altra conseguenza è lo sfasamento dei ritmi “circadiani” (ritmi legati al giorno e alla notte) di alcuni organismi i quali, non essendo vincolati dal giorno e dalla notte, alternano in prevalenza periodi di riposo più lunghi a quelli di attività

2.2 Temperatura
Di norma in grotta la temperatura si presenta costante e la stessa corrisponde alla media annuale della temperatura esterna della zona nella quale la grotta è situata.
Altri fattori che possono influire sono la latitudine, l’altitudine, la conformazione della grotta, la presenza di più aperture.

2.3 Umidità relativa
La stabilità dello stato igrometrico nell’aria è il fattore che probabilmente incide di più sulla presenza di animali specializzati in grotta.
Il grado di umidità relativa è per lo più compreso tra il 95 ed il 100%, valori costanti nell’arco dell’anno e comuni nella maggioranza delle grotte carsiche.
Questo fà sì che gli organismi di grotta non hanno bisogno di difese nei confronti dell’evaporazione e quindi presentano una cuticola più sottile rispetto ai loro parenti che vivono all’esterno.

2.4 Natura del substrato
Generalmente rocce molto fessurate costituiscono l’habitat ideale per gli organismi troglobi favorendone gli spostamenti e dando origine a delle formazioni.
Viceversa in terreni compatti la fauna è molto povera in quanto ne viene limitata la diffusione.

2.5 Acqua
Quando la grotta ha un regime idrico notevole questa riveste considerevole importanza dal punto di vista biologico.
L’acqua in grotta è presente sotto forma di vapore o allo stato liquido come stillicidio, pozze, ruscelli ecc.
Le innondazioni periodiche danno luog a migrazioni degli organismi cavernicoli mentre i periodi di secca ne condizionano il ritmo riproduttivo.

3. Fattori biotici

L’assoluta mancanza di piante verdi in grotta fà sì che di norma ls specie cavernicole presenti siano saprofaghe o carnivore e quindi predatrici.
L’apporto maggiore di riserve alimentari arriva dall’esterno.
In corrispondenza dell’apertura della grotta vi è un continuo afflusso di detriti vegetali che trasportati dall’acqua nelle zone più profonde, danno sostentamento agli animali cavernicoli.
La presenza di pippistrelli e talora di ghiri, volpi ecc., forniscono inoltre ulteriore nutrimento per mezzo dei resti dei loro pasti e dei loro escrementi (guano).
Quantitativamente inferiori sono invece le riserve alimentari di origine endogena.
Ultima considerazione è la modificazione della fisiolologia e anatomia degli organismi cavernicoli; fra i più evidenti notiamo: assenza o regressione degli organi visivi (anoftalmia), depigmentazione, allungamento delle appendici, in particolare le antenne che sono utilizzate come organi di tatto.

3.1 Classificazione

 

Troglobi
Sono animali totalmente legati al mondo ipogeo. 

I troglobi sono per lo più difficili da vedersi date le loro dimensioni spesso ridotte e per la loro tendenza a fuggire la luce. Nelle nostre grotte sono osservabili piccoli coleotteri, piccoli crostacei, aracnidi, gasteropodi, ortotteri, miriapodi ed in casi più rari vertebrati (anfibi e pesci).

 

 

 

 

Il più singolare vertebrato troglobio è il Proteo (Proteus Anguinus).

 

Troglofili
Sono animali che fanno uso dell’ambiente ipogeo in particolari momenti della loro vita come lo svernamento, la riproduzione o il rifugio durante il giorno. Tra le specie troglofile il più rappresentativo è senz’altro il pippistrello.

Troglosseni
Sono animali che popolano occasionalmente le grotte. Lo speleologo può essere considerato un troglosseno

4. Adattamenti

4.1 Modificazioni morfologiche

- depigmentazione;

- riduzione o scomparsa degli organi visivi (anoftalmia);

- allungamento delle antenne e dei palpi dove sono localizzati gli organi di senso e presenza di - setole lunghissime;

- perdita e saldatura delle ali.

Coleottero troglobio (Leptodirus hohewarti)

4.2 Modificazioni fisiologiche
- riduzione del metabolismo,periodo più lungo di sviluppo larvale,
- diminuzione della fecondità,
- diminuzione o assenza di muta.