8.Il Pertuso

 

Nome della cavità: Il Pertuso
Long.: 0° 43' 58", 9 0
Lat.: 45° 50' 41", 3
Quota: 990 m. s.l.m.
Numero catasto: 2522 V VI
COMUNE: San Nazario
Località: Colli Alti

Sviluppo: 43 m., -24 m.
Rilievo: G.G.G. Valstagna (15.04.1984 E. Lazzarotto, R. Niero, F. Lorenzon F.Bassani)

“Dalla casa Secco in un quarto d’ora si scende al Pertuso (da Pertugio), curioso foro naturale, che, a guisa di ponte, guarda sopra il precipizio dell’orrido burrone; ivi scaturisce anche, dalla viva roccia, un filo d’acqua cristallina che, in cotanta penuria, potrebbe venire più utilmente sfruttato, con piccola spesa”.
Con queste parole Plinio Fraccaro, nella sua “Guida alpina del Bassanese e delle montagne limitrofe” del 1903, inserisce il Pertuso fra le curiosità della zona dei Colli Alti.
Doveva trattarsi di una località molto nota visto che tutte le guide dell’epoca , compresa quella del Brentari del 1885, ne accennano.
Difatti la suggestione e il fascino (un po’ sinistro) di questo “orrido” è veramente notevole. Non solo, la particolare morfologia ne fa un “geotopo” di un certo interesse.
Oggi la via d’accesso è più semplice che al tempo del Fraccaro.
Non occorre più scendere dalla sommità dei Colli Alti: una carrozzabile, aperta come arteria di arroccamento nel 1917, permette di arrivarvi fino a qualche decina di metri.
La carrozzabile si stacca nei pressi di Campo Solagna e, snodandosi per qualche chilometro sopra il ciglio dei Roccioni che precipitano verso la Valle del Brenta, arriva presto in una vasta e ripida prateria corrispondente alle testate delle Valli di Sarzè e Lanari.
Da qui in pochi minuti, attraverso un sentiero nel bosco, si raggiunge la costiera rocciosa che domina l’alta Val Grande di Lanari.
In questo punto, nella fascia di calcari rosso-ammonitici ed in corrispondenza di grandi diaclasi, si apre un grande “covolo”.
Alla base della diaclasi centrale una vena d’acqua perenne viene raccolta in piccole vaschette costruite probabilmente dai malghesi locali.
Siamo arrivati al Pertuso.
Sul lato della valle si nota il foro (eroso presumibilmente nei millenni dalle acque della piccola sorgente) che isola verso l’alto un cordone roccioso: un vero e proprio ponte naturale.
Dal sentiero che attraversa questo ponte si spalanca vertiginosa e selvaggia, parecchie decine di metri più in basso, la testata della Val Grande di Lanari.
Il rilievo dell’area del Pertuso è stato portato a termine dal G.G.G. il 15 aprile 1984, una spendida domenica primaverile, nel corso di una battuta esplorativa delle costiere rocciose che chiudono le valli di Sarzè e di Lanari.
Una zona notevolmente selvaggia e difficile nonché dotata di un certo interesse speleologico, alpinistico e naturalistico.