2.Cogol dei Siori

 

2.1 Dati catastali

Numero Catastale: 600 V Vi
Nome della cavità: Cogol dei Siori
Località Oliero
Comune: Valstagna
Long. 0 47' 02,5"
Lat. 45 50' 37,2"
Quota mt. s.l.m. 150
Sviluppo spaziale:1200 m., dislivello +25/-80 m.
Rilevatori: G.G. CAI Mestre, G.G.G. Valstagna,
G.G CAI Verona, COVAS Verona, J.J. Bolanz & Luigi Casati.

 

Cogol dei siori 1 sezione

Pianta Cogol dei Siori

 

Cogol dei siori 1b sezione

Sezione Cogol dei Siori

 

2.2 La parte turistica

L'ingresso si presenta di forma rettangolare di circa 3 metri di altezza e 12 di larghezza e sul fondo scorre copioso il fiume Oliero. Risalendo il fiume per 20 metri ci troviamo di fronte ad un laghetto che sprofonda per 13 metri. Da questo laghetto, alimentato dal sifone sottostante, fuoriesce l'acqua che forma, assieme alla sorgente del Covol dei Veci, il fiume Oliero.
Superato con la barca il laghetto, nelle cui acque si specchiano stalattiti e festoni che ricoprono le numerose nicchie e camini poste sul soffitto della grotta, sbarchiamo sul molo interno e ci troviamo davanti ad una grande spaccatura (Crepo dee Soree) da dove, un tempo, usciva l'acqua del fiume Oliero.
Continuando giungiamo alla Sala della Colata dove un'enorme colata calcarea copre una parete della sala.

 

2.3 I rami alti

Nella parte alta della Sala della Colata, a 20 metri dal suolo, si aprono i Rami Alti che sono percorribili per 150 metri e che si dividono in due: Ramo Fossile e Ramo dei Pantani.
Dopo aver percorso 20 metri di cunicolo largo 3 m. e alto 0,80 m., siamo nella Sala delle Candele. Una miriade di stalattiti pendono dal soffitto e altrettante stalagmiti si elevano dal pavimento. La loro particolare forma ha ispirato a G. Abrami il nome a quel tratto di grotta.
A sinistra, preso il Ramo Fossile, si arriva alla Saletta Amadio, così chiamata in onore del compianto Amadio Negrello, primo presidente del G.G.G.
Anche qui si possono ammirare le più svariate concrezioni e depositi calcarei sotto forma di stalattiti, stalagmiti, eccentriche, capelli d'angelo, vaschette e festoni. La parte terminale chiude con una sezione di 1 metro di base e 3 di altezza. Sul pavimento sabbia e fango.
Il ramo di destra o Ramo dei Pantani, si chiama così per la presenza di fango sul pavimento. Il ramo si raggiunge percorrendo un cunicolo scavato artificialmente nel fango. Superato questo passaggio, intercettiamo il Ramo dei Pantani. Si avanza carponi per alcuni metri, dopo 20 metri si arriva in una sala alta 2 m. larga 10 m e lunga 10 m. Anche qui sono numerose le stalattiti e le stalagmiti che, unendosi, spesso formano delle colonne. Qui termina la parte percorribile della grotta, anche se da qui si dipartono numerosi cunicoli di piccole dimensioni.

 

Cogol dei siori 2 parte iniziale

Pianta Cogol dei Siori parte iniziale

 

2.4 Il sifone

Si accede al sistema subacqueo immergendosi nel lago della Grotta Parolini, i cui bordi presentano modesti depositi di limo.
Il fondo varia tra i -9,50 e i 12 m. di profondità ed è formato per la gran parte da ciottoli levigati di dimensioni consistenti oltre a massi di crollo.
I ciottoli che si trovano sul fondo del laghetto non provengono dall'interno della grotta, ma bensì dall'esterno. Questi ciottoli si trovano, infatti, solamente sul fondo del laghetto, e mai nel resto del sifone, inoltre la presenza di strettoie all'interno, nonché di scalini di roccia, ne renderebbero impossibile il trasporto da parte dell'acqua.
Si tratta di grossi sassi, arrotondati, di porfido o granito, quelli che nel dialetto locale vengono chiamati "roisi". Questi sassi provengono sicuramente dal Brenta, ma come abbiano fatto ad arrivare sul fondo del laghetto della grotta Parolini è un mistero. Solamente in corrispondenza del laghetto si ritrovano sedimenti di argilla, in piccole nicchie laterali, talvolta sulla superficie di questi sedimenti si possono scorgere le impronte del Proteo.
Sul fondo del laghetto si apre la galleria, a -12 m. La galleria si inoltra verso il cuore della montagna mantenendosi inizialmente alla profondità di -17 m. e di belle dimensioni, circa 4-5 metri di larghezza e 3-4 metri di altezza. Generalmente si percepisce una sensibile corrente che rende faticosa la progressione all'andata, ma che, per contro, l'agevola al ritorno. Dopo 50 metri svolta leggermente a sinistra, e dopo altri 50 metri si restringe bruscamente in un basso laminatoio. Prima che Bolanz scoprisse un passaggio più agevole, i sub per superare questo tratto, si levavano le bombole di dosso.
La sezione di questo tratto di galleria è rettangolare, sia il soffitto che il pavimento appaiono lisciati dal lavorio dell'acqua, mentre le pareti presentano sporgenze di lamine di roccia in corrispondenza degli strati. Il pavimento è completamente sgombro da massi o sedimenti.
Il passaggio scoperto da Bolanz si trova sulla destra del laminatoio, mentre proseguendo sulla sinistra si arriva ad una stretta fessura verticale, molto difficile da attraversare, ma non impossibile, anch'essa porta al proseguimento del sifone, che dopo il laminatoio cambia completamente d'aspetto.
Dopo il laminatoio la galleria diventa molto più alta e più larga, ciò fa sì che non si percepisca più la corrente. Sia le pareti che il soffitto hanno l'aspetto della roccia disgregata facile a franare, e infatti il pavimento è completamente ingombro di massi di crollo.
Da questo punto la galleria comincia ad inabissarsi e raggiunge rapidamente la profondità di -55, per poi continuare su e giù, in leggera discesa fino a -80 dove, dopo aver percorso 880 metri dall'ingresso, si apre un vasto salone il cui proseguimento non è ancora stato trovato.

 Cogol dei siori 3 galleria somm

Pianta Cogol dei Siori parte iniziale della galleria sommersa